World Press Photo: fra gli scatti, tante storie sulla crisi climatica

Centinaia gli scatti fra i quali scegliere i vincitori ma, anno dopo anno, inevitabilmente, diventa sempre più presente il tema delle conseguenze della crisi climatica

Ogni anno il concorso fotografico World Press Photo porta alla ribalta mondiale decine di storie documentate attraverso foto eccezionali. Quest’anno fra gli scatti selezionati, e fra i quali verrà eletta la foto dell’anno (la premiazione si terrà il 17 Aprile 2025), ce ne sono molti che raccontano le conseguenze della crisi climatica e dell’Antropoceneossia della nostra era, quella in cui l’impatto delle attività umane sta diventando veleno per gli umani stessi (e non solo).

Gli scatti che raccontano la realtà mondiale

Noel Celis for Associated Press – © World Press Photo

Il fotografo filippino Noel Celis lavora per l’agenzia Associated Press e le sue immagini potenti raccontano all’impatto dei tifoni che si sono abbattuti sulle Filippine con un’intensità e una continuità mai viste prima. Quattro cicloni consecutivi, tre dei quali si sono trasformati in tifoni, hanno infatti colpito le Filippine nel giro di pochi giorni tra fine ottobre e inizio novembre 2024. La tempesta tropicale Trami, seguita dai tifoni Yinxing, Toraji e Usagi, ha lasciato una scia di distruzione, soprattutto nella regione settentrionale di Luzon.

Musuku Nolte © World Press Photo

Musuku Nolte (Panos Pictures, Bertha Foundation) è un fotografo di Città del Messico e ha partecipato al World Press Photo con una serie di scatti dedicati al Rio delle Amazzoni. Il fiume, infatti, sta vivendo livelli record di scarsità idrica a causa della grave siccità intensificata dal cambiamento climatico. Questa crisi ecologica minaccia la biodiversità, sconvolge gli ecosistemi e ha un impatto sulle comunità locali che dipendono dai fiumi per sopravvivere. In più, con l’intensificarsi della siccità, molti coloni abbandonano la loro terra e i loro mezzi di sostentamento per le aree urbane, cambiando in modo permanente il tessuto sociale di questa regione. I, progetto fotografico di Nolte mostra il cambiamento climatico, spesso così astratto o difficile da rappresentare; una realtà tangibile e concreta che plasma il futuro delle comunità vulnerabili strettamente connesse al mondo naturale.

Noel Celis for Associated Press – © World Press Photo

La convivenza fra elefanti e uomini in alcune zone dell’Africa sta diventando sempre più complessa. Gli animali depredati dei loro habitat, affamati e assetati, si spingono sempre più spesso vicino alle aree antropizzate. Il fotografo indipendente Tommy Trenchard che vive in Sud Africa ha documentato il lavoro di un’associazione formata da sole 3 persone che sta cercando da anni di proteggere gli animali a Livingstone, in Zambia, cercando strade di convivenza che non mettano i pericolo gli elefanti e gli esseri umani (11 persone sono state uccise durante il 2024 a causa di incidenti dovuti alla scorretta interazione con i pachidermi). Durante la stagione secca, infatti, gli elefanti entrano a Livingstone in cerca di cibo, saccheggiando giardini, orti e alberi da frutto. Quando vengono molestati e spaventati dai residenti, queste interazioni possono diventare pericolose.

Aubin Mukoni è un fotografo venticinquenne che attualmente vive a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo. Il suo progetto selezionato dalla giuria del World Press Photo si intitola “The Lake Has Fallen Silent” (Sul lago è caduto il silenzio, ndr) e racconta delle condizioni del Kivu, un maestoso lago al confine tra il Ruanda e la Repubblica Democratica del Congo. Tempeste più frequenti, acque più calde e riserve ittiche in calo, minacciano e degradano l’ecosistema e, di conseguenza anche i gruppi di pescatori che lì vivono. L’inquinamento da rifiuti di plastica e la scoperta di riserve di gas metano nei sedimenti del lago minacciano il futuro di questo luogo. Il progetto rappresenta un documento sfaccettato della complessa rete di dipendenza, sfruttamento e rispetto che lega le persone al loro ambiente naturale.

Per vedere le altre immagini selezionate per il premio è possibile visitare il sito https://www.worldpressphoto.org/

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