Ogni anno, in Italia, tra i 34 e i 36 milioni di pulcini maschi vengono soppressi subito dopo la nascita perché considerati inutili per la produzione di uova. Questi animali sono spesso eliminati tramite metodi crudeli come la macerazione o la triturazione, senza alcuno stordimento preventivo.
Nel 2022, il Parlamento italiano ha approvato una legge che prevede il divieto di abbattimento selettivo dei pulcini maschi entro dicembre 2026. Tuttavia, nonostante l’emanazione di un decreto attuativo nel settembre 2023, permangono deroghe e mancano provvedimenti essenziali per rendere effettiva la normativa. Inoltre, non sono stati stanziati fondi per favorire la transizione verso tecnologie alternative come l’ovosessaggio, che permette di determinare il sesso dell’embrione prima della schiusa.
Animal Equality Italia invita il governo, in particolare i ministri Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Orazio Schillaci (Salute) e Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), a intervenire tempestivamente per:
-
Emanare le linee guida per promuovere l’uso di macchinari avanzati per il sessaggio in ovo, consentendo l’identificazione precoce del sesso dell’embrione.
-
Definire un sistema di etichettatura che informi i consumatori sulla filiera di provenienza delle uova e degli ovoprodotti.
-
Stabilire i criteri per individuare enti e associazioni a cui affidare i pulcini nati “per errore”.
L’organizzazione sottolinea l’urgenza di eliminare ritardi e silenzi su una questione che coinvolge milioni di vite animali ogni anno, sollecitando l’adozione di misure concrete per porre fine a questa pratica crudele.